L’estate 2026 sta riportando con forza al centro dell’attenzione un tema che per l’agricoltura è ormai strutturale: la gestione delle colture in condizioni di temperature elevate, precipitazioni irregolari e disponibilità idrica sempre più scarsa.
Estate 2026, caldo e siccità mettono alla prova l’agricoltura
I dati disponibili per giugno e luglio restituiscono un quadro particolarmente significativo. Secondo il Copernicus Climate Change Service, giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo mai registrato in Europa dal 1979 e il più caldo in assoluto per l’Europa occidentale. In quest’area la temperatura media ha raggiunto 20,7°C, con un’anomalia di +3,1°C rispetto alla media 1991-2020. In Italia, come in gran parte dell’Europa occidentale continentale, il mese è stato caratterizzato da condizioni più secche della media.
A luglio il caldo è proseguito in molte aree dell’Europa occidentale. Se si considerano insieme giugno e luglio, la temperatura media dell’Europa occidentale è stata di 21,6°C, 2,8°C sopra la media 1991-2020, il valore più alto registrato per questo bimestre dal 1979. Nello stesso periodo le condizioni di siccità già presenti in diverse aree si sono mantenute o aggravate: a luglio gran parte dell’Europa occidentale e vaste zone dell’Europa centrale hanno registrato condizioni più secche della media e, in alcune regioni, livelli di umidità superficiale del suolo eccezionalmente bassi.
È importante precisare che, al momento in cui scriviamo, agosto non si è ancora concluso e non è quindi disponibile un bilancio climatico definitivo dell’intera estate 2026. I dati consolidati di giugno e luglio sono però sufficienti a evidenziare una condizione con cui l’agricoltura deve confrontarsi sempre più frequentemente.
Siccità in agricoltura, dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione
La siccità in agricoltura, così come le ondate di calore, non può più essere affrontata esclusivamente come un’emergenza stagionale. Temperature elevate e distribuzione irregolare delle precipitazioni incidono direttamente sulle esigenze idriche delle colture e rendono più complesso stabilire quando irrigare e quanta acqua distribuire.
La questione diventa quindi gestionale: non aspettare che lo stress sia evidente, bensì disporre delle informazioni necessarie per intervenire prima.
Cosa accade alle colture durante le ondate di calore
Quando le temperature rimangono elevate per periodi prolungati, aumenta la domanda evaporativa dell’atmosfera e, di conseguenza, la quantità di acqua persa dal sistema suolo-pianta attraverso l’evapotraspirazione.
Se la disponibilità idrica nel terreno non è sufficiente a compensare queste perdite, la pianta mette in atto una serie di meccanismi di difesa. Tra questi rientra la chiusura degli stomi, attraverso la quale viene limitata la traspirazione e quindi la perdita d’acqua.
Questa risposta consente alla pianta di proteggersi dalla disidratazione, ma comporta anche una riduzione degli scambi gassosi e dell’attività fotosintetica. Se la situazione si prolunga, gli effetti possono interessare lo sviluppo vegetativo, l’accumulo di biomassa e, a seconda della coltura e della fase fenologica, quantità e qualità della produzione.
Il rapporto tra caldo e disponibilità idrica è particolarmente importante. Copernicus sottolinea come le temperature elevate aumentino la perdita d’acqua dal suolo e dalla vegetazione attraverso l’evapotraspirazione; con la progressiva riduzione dell’umidità del terreno diminuisce anche il raffreddamento evaporativo, contribuendo ulteriormente all’aumento delle temperature.
In queste condizioni, quindi, aumentare indiscriminatamente i volumi irrigui non rappresenta necessariamente la risposta più efficace. Diventa invece fondamentale conoscere lo stato della coltura e del bilancio idrico per stabilire tempi e quantità di irrigazione in relazione alle reali esigenze.
Perché i modelli irrigui tradizionali mostrano i loro limiti
Per molti anni le decisioni irrigue sono state basate soprattutto sull’esperienza dell’agricoltore, sull’osservazione diretta del campo e su turnazioni definite a priori.
L’esperienza rimane una componente essenziale della gestione agronomica, ma in presenza di condizioni meteorologiche molto variabili può non essere sufficiente per comprendere ciò che sta accadendo all’interno dell’intero appezzamento.
Due aree dello stesso campo possono infatti reagire diversamente alle medesime condizioni meteorologiche a causa delle caratteristiche del suolo, dello sviluppo della vegetazione, della disponibilità idrica o di altri fattori agronomici.
Esiste poi un altro problema: quando la sofferenza della coltura diventa chiaramente visibile, lo stress è già in atto.
Per questo la gestione irrigua può beneficiare di strumenti capaci di osservare nel tempo l’evoluzione delle colture e fornire informazioni utili prima che una criticità si traduca in un problema evidente e potenzialmente in una perdita produttiva.
Dai dati satellitari alla gestione dell’irrigazione
È in questo passaggio dalla reazione alla prevenzione che l’agricoltura 4.0 può offrire un contributo concreto.
Attraverso l’elaborazione dei dati acquisiti dai satelliti Sentinel-2 e Landsat 8 e 9, TETHYS permette di monitorare gli appezzamenti durante l’intero ciclo colturale senza richiedere l’installazione di sensori o altro hardware in campo.
Le immagini satellitari consentono di osservare superfici estese in maniera sistematica e di confrontare sia aree diverse dello stesso appezzamento sia l’evoluzione della vegetazione nel tempo.
Il dato diventa così uno strumento di supporto alle decisioni agronomiche: non sostituisce l’esperienza di chi conosce il campo, ma aggiunge un livello di informazione che sarebbe difficile ottenere attraverso la sola osservazione diretta.
TETHYS WATCH e AQUA per monitorare e pianificare
All’interno della piattaforma, TETHYS WATCH permette di seguire lo stato vegetativo delle colture attraverso l’elaborazione dei dati satellitari.
Gli indici di vegetazione consentono di analizzare parametri legati al vigore e allo sviluppo della coltura e di evidenziare eventuali differenze all’interno dell’appezzamento. L’analisi delle serie temporali permette inoltre di confrontare l’evoluzione delle diverse aree e di individuare anomalie che meritano un approfondimento in campo.
Al monitoraggio si affianca TETHYS AQUA, il modulo dedicato alla gestione irrigua.
AQUA acquisisce le informazioni relative alla coltura e alle condizioni meteorologiche per elaborare giornalmente un bilancio idrico e per fornire quindi indicazioni sulla quantità di acqua necessaria e sul momento più opportuno per irrigare, con una pianificazione per i quattro giorni successivi.
In questo modo l’irrigazione può essere programmata sulla base delle effettive esigenze della coltura, evitando sia apporti insufficienti sia distribuzioni superiori al necessario.
L’utilizzo di TETHYS AQUA può consentire un risparmio idrico superiore al 40%, trasformando l’acqua da risorsa gestita prevalentemente in risposta all’emergenza a variabile che può essere monitorata e pianificata nel tempo.


