Con l’adozione del sistema TETHYS, il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive di Venezia ha inaugurato un nuovo approccio alla gestione delle risorse idriche: più efficiente, digitale, basato su dati satellitari.
Un territorio vasto, una sfida crescente
Il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive gestisce un’estesa rete di bonifica ad uso anche irriguo ed ambientale che interessa circa 68.000 ettari di superficie coltivata inserita in un territorio molto urbanizzato e infrastrutturato di poco più di 100.000 ettari nella parte centrale del Veneto tra Venezia, Padova e Treviso.
Si tratta di un territorio ampio, diversificato e frammentato, con esigenze idriche variabili per la presenza di colture differenti e caratterizzato da una disponibilità idrica difforme e ordinariamente scarsa nei periodi estivi di maggior utilizzo. In questo contesto si inserisce l’ulteriore alea di eventi metereologici sempre più intensi determinati dalla transizione climatica in corso e la necessità di rispondere alle esigenze tecniche che derivano da un quadro normativo sempre più articolato.
Allá gestione dell’acqua agricola è dunque una priorità strategica, non solo per garantire la produttività, ma anche per rispondere a criteri di sostenibilità ambientale, equità Y tracciabilità.
In questo scenario, il Consorzio ha deciso di innovare il proprio approccio, adottando un sistema di monitoraggio satellitare delle pratiche irrigue basato sulla tecnología sviluppata da TETHYS.
Il modello TETHYS: monitoraggio dallo spazio
Il lavoro si è distinto per un elemento chiave, ovvero el'analisi delle immagini satellitari rese disponibili dal Sentinel 2 ESA e dal Landsat 8 e 9 NASA y elapplicazione di modelli ambientali avanzati, in particolare il modello SEBAL (Surface Energy Balance Algorithm for Land), che consente di stimare con precisione l’evapotraspirazione effettiva delle superfici coltivate.
In pratica, TETHYS misura di quanta acqua hanno effettivamente bisogno le colture, su base giornaliera, attraverso il calcolo del bilancio idrico, utilizzando dati raccolti da satellite e abbinandoli a quelli meteorologici e di tipologia dei suoli.
Questa scelta permette di eliminare completamente i vincoli operativi tipici delle tecnologie basate su dispositivi in campo. Nel contempo il sistema consente un monitoraggio omogeneo e continuo su tutto il territorio indagato.
Fabbisogni irrigui e superfici effettivamente irrigate, due strumenti chiave
Il progetto si è articolato su due assi fondamentali, che hanno trasformato l’osservazione del territorio in un sistema informativo operativo:
1. Mappa dei fabbisogni irrigui cumulati
Per ogni punto del territorio (pixel da 10×10 metri), è stato calcolato il fabbisogno idrico cumulato a partire dall’inizio della stagione agricola (1° maggio). Il risultato è stato una mappa dettagliata, aggiornata in corso di stagione, che permette di visualizzare con precisione dove, quanto e quando le colture necessitano acqua. Accanto alla mappa, tabelle di sintesi hanno aiutato i tecnici del Consorzio ad individuare le zone che avevano bisogno prioritariamente di acqua e di meglio regolare le derivazioni in funzione anche della disponibilità effettiva.
2. Mappa delle superfici irrigate
Grazie all’analisi del bilancio idrico delle colture, il sistema ha individuato anche quali porzioni del territorio sono state effettivamente irrigate. La semplice classificazione binaria utilizzata (“irrigato”/“non irrigato”), ad alta risoluzione, ha permesso una lettura delle informazioni estremamente dettagliata. Anche in questo caso, le informazioni sono state aggregate per aree di interesse.
L’anno 2025 è stato dedicato all’implementazione del sistema e alla sua verifica in termini di copertura e di validità qualitativa delle elaborazioni.
Controllo durante la stagione e pianificazione a stagione finita: perché questi dati fanno la differenza
Le mappe e i dati forniti dal modello non sono restati chiusi in un report. Al contrario, sono stati pensati per essere integrati nei processi quotidiani del Consorzio, con tre finalità principali:
Ottimizzare la gestione della risorsa idrica
Conoscere in tempo reale i fabbisogni effettivi delle colture consente di calibrare la distribuzione idrica in modo più razionale, evitando eccessi, carenze o sprechi. È un passo concreto verso un’irrigazione più sostenibile e reattiva.
Migliorare le relazioni con gli agricoltori ‘irrigui’
Sovrapponendo le mappe fornite al catasto consortile, è possibile associare ogni superficie irrigata all’utente corrispondente. In questo modo, si evidenziano sia i fabbisogni delle colture che gli utilizzi della risorsa e ciò permette una più efficace interrelazione tra Consorzio e agricoltore.
Facilitare la rendicontazione istituzionale (SIGRIAN)
Alla fine della stagione irrigua, i dati prodotti dal modello forniscono la base per la compilazione del SIGRIAN, il sistema nazionale di rendicontazione dei volumi irrigui, secondo le linee guida stabilite dal MIPAAF. Un compito spesso oneroso per i consorzi, che qui viene significativamente semplificato e reso più preciso.
La corrispondenza con i dati a terra
Per tarare al meglio i modelli di calcolo, nel corso della stagione irrigua e al termine di essa, su una porzione del territorio consortile di circa 600 ettari dotata di irrigazione tecnica e di contatori, è stato effettuato un confronto dei volumi di acqua stimati dal modello con quelli effettivamente utilizzati dalle aziende agricole consorziate.
Il confronto tra i dati calcolati e quelli misurati è stato effettuato per l’intera stagione irrigua (da maggio a settembre) e ha fornito ottimi risultati, che hanno confermato la bontà dei modelli di stima utilizzati, con uno scostamento complessivo molto limitato (nell’ordine del 5%) fra le due variabili. Un errore quadratico medio normalizzato (NRMSE) del 4,5% indica un’elevata capacità del modello di riprodurre i volumi irrigui complessivi e un errore percentuale quadratico medio (RMSE) del 17,3% evidenzia scostamenti moderati nei diversi distretti analizzati.
Le prospettive future
Il progetto realizzato con il Consorzio Acque Risorgive ha permesso di introdurre un’importante innovazione nella gestione dell’irrigazione ed è stata un’esperienza formativa rilevante che ha permesso di cogliere i vantaggi potenziali di questa tecnologia, le attenzioni da avere per semplificare l’interpretazione del flusso di dati e per utilizzarli in corso di stagione e infine per evidenziare le tipologie di aree da monitorare per rendere più solido il dato elaborato dal modello a partire dell’informazione satellitare combinata con l’evoluzione climatica effettiva.
Per rendere più facile l’utilizzo delle elaborazioni durante la stagione irrigua, si ritiene di inserire nel prossimo anno un indice del grado di soddisfacimento dei fabbisogni idrici (WSI – Water Satisfaction Index) da visualizzare nel sistema consortile di controllo di gestione utilizzato dal personale di campagna.
Come si vede, non si tratta semplicemente di tecnologia, ma di un modello di governance più evoluto, dove l’accesso a dati oggettivi e aggiornati consente decisioni più rapide, eque e documentabili. È pertanto uno strumento flessibile Y adatto alla realtà consortile che gestisce ampie superfici irrigue.
In un contesto in cui la disponibilità d’acqua sarà sempre più limitata e controllata, sapere dove, quando e quanto si irriga non è solo utile: è indispensabile.



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